Rispettate la legge! Ma non quella del cemento

di Laura Righetti –

Una cosa e’ certa, i dati dell’abusivismo in Campania arrivano a numeri da capogiro. Per il resto il balletto delle cifre  indicate da politici e amministratori pubblici e’ vorticoso e confusorio: a cominciare dall’unita’ di misura adottata per indicarne le dimensioni. Qualcuno parla di numero di famiglie, altri di alloggi o  ancora di immobili o costruzione. Ed ecco che, di volta in volta, sarebbero 70mila gli alloggi abusivi, e (a seconda dell’oratore, della sua appartenenza politica e del maggiore o minore interesse a drammatizzare una situazione che è di per se grave innanzitutto per il modo in cui negli anni sono state calpestate la legge e l’ambiente), 70mila i cittadini  che vi abitano o piuttosto  200mila le famiglie che li occupano.

Alla fine, se si vuole rintracciare una certezza si deve cercarla nella decisione della Corte Costituzionale  che ha dichiarato  incostituzionali le norme varate lo scorso anno dalla Regione Campania e confermando che gli immobili abusivi, cioè costruiti illegalmente vanno demoliti- e solo in via eccezionale, valutando  caso per caso, possono essere dichiarati di pubblica utilità e conservati-  : ha posto perentoriamente al Parlamento, alle regioni  e innanzitutto alla Campania un problema di rispetto delle leggi, ma anche, contemporaneamente di mezzi necessari per farle rispettare. In  altri termini, con quali soldi si abbattono le case? E dove l’abusivismo non è quello delle seconde case, quando la gente negli immobili abusivi ci abita (magari dopo aver speso i risparmi di una vita o pagato un mutuo) che si fa? Decenni trascorsi a realismo e programmazione zero. E,viceversa abbondanza di condoni ,promesse di nuovi condoni,mezzucci, populismo:pratiche  in cui le forze politiche di centrodestra della Campania, ma anche della Sicilia e della Calabria si sono mostrate super specializzate. Ma non c’e’ solo questo.

La sentenza della Corte Costituzionale ha mostrato chiaramente come da più di 20 anni , e ancora oggi, nessuno  si sia di fatto posto  concretamente dato da fare o per difendere il territorio , o  riqualificarlo li dove è stato violato. L’ambiente  e il patrimonio culturale tanto vantati  in Campania, ma anche in Sicilia, attaccati dall’abusivismo hanno subito colpi irreparabili. E poi c’é  un altro aspetto quello che riguarda zone a rischio idrogeologico  sismico vulcanico o edifici costruiti in violazione di ogni regola di sicurezza. L’abusivismo peraltro nelle regioni del Sud corrisponde non solo a illegalità diffusa ma a vere e proprie sistematiche pianificazioni criminali: clan politici conniventi o corrotti. un esempio per tutti, quello clamoroso di Orta di Atella, città dormitorio in provincia di Caserta, ma a pochi chilometri da Napoli. Ad Orta sono abusivi interi palazzi, anzi interi quartieri….

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *