Don Ciotti su Riina jr da Vespa: “Offende sensibilità cittadini onesti”

don luigi ciottiDon Luigi Ciotti, presidente di Libera, commenta duramente la puntata di ieri sera di “Porta a Porta”, dove Bruno Vespa ha intervistato il figlio del boss Totò Riina, Salvatore jr.  Diritto di cronaca? Per don Ciotti più il rischio di offendere la sensibilità dei cittadini onesti e il dolore e la dignità dei tanti familiari di persone che, per il bene del Paese, hanno sacrificato la vita.
“Libera è da sempre accanto ai famigliari delle vittime delle mafie. Con loro è impegnata in tanti progetti. Con loro, e per loro, organizza il 21 marzo, la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Ne ha conosciuto il dolore, la forza, la dignità, la tenacia nel richiedere verità e giustizia -assenti nel 70% dei casi, l’impegno nelle associazioni, nelle carceri minorili, nelle scuole per contrastare le radici della mentalità mafiosa. Meglio di altri comprende allora il loro sdegno e la loro incredulità di fronte alla scelta di una nota trasmissione di dare spazio questa sera al figlio di Totò Riina”, afferma don Luigi. E continua: “C’è chi parla di diritto di cronaca. Ma il libro scritto da Giuseppe Salvatore Riina – a quanto si evince da un’intervista oggi pubblicata – non aiuta a dissipare le ombre che ancora avvolgono le stragi di mafia e la rete di complicità, omissioni e silenzi che le ha favorite. È un racconto di vita famigliare, a tratti idilliaca, dove la figura del padre, descritta in termini affettuosi quali Giuseppe Salvatore Riina ha tutto il diritto di usare, oscura quella del boss che ha mandato a morte tante persone e distrutto altrettante famiglie”. Poi conclude: “Cosa c’entri questo col diritto d’informazione non è dato di capire. E se si può comprendere che un editore, allo scopo di profitto, non si faccia scrupoli a pubblicare testi di questo genere, altro conto è quello di uno spazio come quello televisivo – a maggior ragione se alimentato in quanto pubblico da un canone – che dovrebbe fornire un’informazione che aiuti la crescita culturale del paese, che non offenda la sensibilità degli italiani onesti e soprattutto la dignità e il dolore delle famiglie di persone che per il bene comune hanno sacrificato la vita”.

07.04.2016

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